Incontro pubblico

La Spezia, confronto sui biolaboratori ucraini alla Beghi

L’associazione Idea Russa presenta documenti statunitensi; Liberaldemocratici e ORA chiedono riscontri indipendenti

La Spezia, confronto sui biolaboratori ucraini alla Beghi

La biblioteca civica Beghi della Spezia ha ospitato la conferenza dedicata ai biolaboratori in Ucraina, organizzata dall’associazione culturale Idea Russa. L’incontro, dal titolo I biolaboratori in Ucraina. Tutto quello che non volevano farti sapere, si è svolto sabato 24 ottobre nella sala multimediale della struttura. Relatore è stato Andrea Lucidi, giornalista freelance e corrispondente dall’estero, introdotto dal presidente dell’associazione Angelo Sinisi.

Al centro dell’appuntamento sono stati posti alcuni documenti statunitensi indicati dagli organizzatori come desecretati e le interpretazioni sul ruolo delle strutture biologiche presenti in Ucraina. Nel corso dell’esposizione sono stati richiamati siti e fonti americane, mentre è stata sostenuta l’assenza di prove che dimostrino l’esistenza di laboratori destinati specificamente alla ricerca bellica.

Le posizioni prima dell’incontro

Prima della conferenza, il Partito Liberaldemocratico e il Partito ORA avevano espresso perplessità sull’impostazione dell’iniziativa. I due gruppi avevano chiesto di distinguere le informazioni documentate dalle ricostruzioni che, a loro giudizio, riproporrebbero elementi della narrazione filorussa sul conflitto tra Russia e Ucraina. Nel loro intervento avevano richiamato la necessità di separare fatti, prove e propaganda, chiedendo riscontri concreti, verificabili e indipendenti.

Idea Russa aveva rivendicato il diritto di proporre una lettura alternativa degli avvenimenti e di sottoporre all’attenzione del pubblico i documenti ritenuti significativi. L’associazione aveva inoltre contestato quelli che aveva definito tentativi di ostacolare l’utilizzo della sala della biblioteca Beghi, sostenendo la possibilità di esprimere opinioni fuori dal coro. Liberaldemocratici e ORA avevano scelto di non organizzare una contromanifestazione, per evitare tensioni e ulteriori impegni per le forze dell’ordine, già impegnate nella stessa giornata per la partita dello Spezia Calcio.

La distinzione tra strutture e armi biologiche

Nel corso del seminario, Lucidi ha affrontato il tema della cooperazione internazionale e del ruolo degli Stati Uniti, affermando che Washington avrebbe finanziato oltre 120 laboratori in più di 30 Paesi. Si tratta di una dichiarazione del relatore, la cui valutazione richiede l’esame delle fonti e dei documenti citati durante l’incontro. Il giornalista ha inoltre sottolineato la differenza tra l’esistenza di strutture biologiche e la dimostrazione di programmi finalizzati alla produzione di armi biologiche.

La cooperazione statunitense con strutture ucraine è stata descritta ufficialmente da Washington come rivolta alla biosicurezza, alla riduzione delle minacce biologiche e alla sorveglianza delle malattie. Nel 2022 le Nazioni Unite avevano dichiarato di non essere a conoscenza di un programma di armi biologiche in Ucraina. Questi elementi non sostituiscono la verifica dei singoli documenti, ma indicano la necessità di non considerare automaticamente la presenza di laboratori come prova di attività offensive.

Lucidi ha poi richiamato la propria esperienza di corrispondente di guerra e le conseguenze del conflitto sulla popolazione civile in Ucraina e in Russia, citando la mancanza di acqua, elettricità e riscaldamento in alcuni territori colpiti. Ha sostenuto che, in caso di un annuncio di pace, a gioire sarebbero prima i soldati nelle trincee e poi i civili. In chiusura ha ricordato una frase attribuita alla deputata Stefania Ascari: la politica dovrebbe servire a spegnere le guerre, non ad alimentarle.

Nella parte finale dell’incontro è intervenuto Ciro Cortellessa, giornalista e fotoreporter dell’agenzia Ena, con domande sui temi affrontati. Tra i presenti figurava anche Gabriele Dallara, presidente dell’associazione italo-ucraina Heroiam Slava. La conferenza ha così riportato il confronto sulla libertà di espressione e sulla verifica delle fonti, lasciando contrapposte la richiesta di una lettura alternativa avanzata da Idea Russa e quella di riscontri indipendenti sostenuta da Liberaldemocratici e ORA.