Costi aggiuntivi

Caro energia, per l’Italia un conto da 16,5 miliardi

La stima dell’associazione fotografa l’impatto del conflitto sui bilanci domestici e produttivi, con rischio di nuove uscite tra ottobre e dicembre.

Caro energia, per l’Italia un conto da 16,5 miliardi

Dall’inizio del conflitto in Iran, famiglie e imprese italiane hanno sostenuto un esborso aggiuntivo per l’energia stimato in 16,5 miliardi di euro rispetto ai prezzi medi di febbraio. È quanto emerge dall’aggiornamento della CNA al 30 settembre, secondo cui quasi la metà dell’aggravio complessivo è legata ai carburanti.

Il maggiore costo di benzina e gasolio viene quantificato tra 7,4 e 7,6 miliardi di euro. Seguono l’energia elettrica, con un aumento compreso tra 5,8 e 6 miliardi, e il gas consumato direttamente da famiglie e attività produttive, con un aggravio stimato tra 3 e 3,3 miliardi. Solo settembre ha determinato un conto ulteriore compreso tra 4,6 e 5,2 miliardi, pari a circa un terzo dell’incremento accumulato dall’inizio di marzo.

Carburanti ed elettricità sotto pressione

A spingere maggiormente la spesa sono stati i carburanti. A settembre la benzina ha raggiunto i livelli più elevati dal marzo 2022, mentre il gasolio ha superato il precedente picco della crisi energetica di quattro anni fa, segnando un nuovo massimo storico nominale nella serie settimanale disponibile dal 1996. L’aumento incide soprattutto sulle imprese che utilizzano ogni giorno furgoni e veicoli da lavoro, con effetti diretti sui costi operativi.

Le tensioni restano forti anche sul mercato elettrico. Il PUN Index GME, il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’elettricità in Italia, si è attestato in via provvisoria a settembre intorno a 208 euro per megawattora, contro i 114,41 euro di febbraio. L’incremento è quindi vicino all’82 per cento e rischia di trasferirsi sulle bollette di famiglie e imprese, soprattutto con l’arrivo della stagione fredda.

Le prospettive per i prossimi mesi

Se i prezzi calmierati di benzina e gasolio saranno prorogati fino alla fine dell’anno e le quotazioni di elettricità e gas resteranno sui livelli medi di settembre, il maggiore conto energetico potrebbe arrivare a circa 33 miliardi di euro alla fine del 2026. Il solo quarto trimestre potrebbe aggiungere oltre 16 miliardi ai 16,5 già accumulati da marzo.

Il contenimento dei prezzi dei carburanti potrebbe generare un risparmio compreso tra 400 milioni e oltre un miliardo di euro, in base alla durata e all’estensione delle misure. Secondo la CNA, si tratterebbe di un effetto significativo ma non sufficiente a neutralizzare l’impatto sulle bollette di elettricità e gas.

Il presidente di CNA Liguria Gianluca Gattini ha espresso preoccupazione per i mesi invernali, sottolineando che l’aumento dei costi riduce i margini delle piccole aziende, rallenta gli investimenti e può incidere su innovazione e occupazione. Gattini ha chiesto maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi, misure accessibili alle micro e piccole imprese e l’eventuale impiego del maggiore gettito fiscale prodotto dai rincari per ridurre il costo dell’energia.