Comunità in festa

Cinquant’anni di scoutismo al Canaletto, la strada continua

Tre giornate tra formazione, laboratori e celebrazioni nella parrocchia di Maria Ausiliatrice

Cinquant’anni di scoutismo al Canaletto, la strada continua

Il gruppo scout La Spezia 3 Orso Sorridente ha celebrato il cinquantesimo anniversario dalla fondazione con un programma di iniziative dedicate alla memoria del cammino compiuto e alle prospettive dell’educazione. Il gruppo nacque nel 1976, nella parrocchia di Maria Ausiliatrice al Canaletto, allora affidata ai sacerdoti salesiani. Da quella esperienza sono passate generazioni di ragazze e ragazzi, capi, educatori, famiglie e sacerdoti.

Nel corso della storia del gruppo hanno avuto un ruolo importante don Giuliano Menicagli e numerose altre persone che hanno contribuito alla crescita della comunità del Canaletto. Il programma dell’anniversario si è sviluppato nell’arco di tre giornate, alternando momenti di riflessione, attività pratiche e celebrazioni religiose.

Il convegno dedicato all’educazione

La giornata precedente è stata dedicata al convegno Educare giocando, incentrato sui temi del gioco, della relazione, dell’espressione e dell’educazione. L’incontro ha coinvolto direttamente i partecipanti fin dall’apertura, quando Fabio Alessandri ha proposto un’attività corale attraverso la voce. Il momento iniziale ha introdotto il valore della condivisione e dello stare insieme, collegandolo al ruolo del gioco nei percorsi educativi.

Federico Cassissa, incaricato regionale alla Branca Lupetti e Coccinelle di AGESCI Liguria, ha spiegato come il gioco rappresenti uno degli strumenti fondamentali del metodo scout rivolto ai più piccoli. Attraverso l’esperienza, i bambini possono apprendere collaborazione, rispetto delle regole, responsabilità e attenzione agli altri. Anche attività quotidiane come apparecchiare, lavare i piatti, riordinare o occuparsi di un compito comune possono diventare occasioni di partecipazione e crescita.

Il confronto è proseguito con Sarah Fiorini e Sara Ferulli, psicologhe impegnate nel progetto DesTEENazione, che hanno affrontato il rapporto tra adulti e adolescenti. Al centro dell’intervento sono stati la fiducia, l’ascolto e la comunicazione. Prima di proporre un’attività educativa, è necessario costruire una relazione nella quale ragazze e ragazzi possano sentirsi riconosciuti. Il gioco, in questa prospettiva, può diventare significativo quando nasce all’interno di un rapporto autentico e non viene imposto dall’esterno.

Dal gioco all’esperienza

Giorgia Minchella, pedagogista dell’espressione e sociale ed educatrice professionale, ha parlato del ruolo delle pratiche espressive e del Teatro della Relazione nello sviluppo di bambini e adulti. Corpo, movimento e attività teatrali possono favorire autostima, autonomia, gestione dello stress e intelligenza emotiva. La relatrice ha inoltre raccontato il proprio cambiamento professionale, dal percorso in giurisprudenza alla pedagogia e all’educazione.

Fabio Alessandri ha concluso gli interventi riflettendo sull’evoluzione del gioco nelle diverse età. Nei primi anni di vita il gioco è soprattutto uno strumento per conoscere sé stessi e il mondo; con la crescita, invece, il risultato e la competizione possono assumere un peso maggiore, fino a snaturare l’esperienza. Il confronto ha sottolineato l’importanza di preservare il gioco come occasione di scoperta, apprendimento e relazione, senza ridurlo alla sola ricerca della vittoria.

Nel pomeriggio si sono svolti i laboratori esperienziali condotti da Alessandri e Minchella. Le attività hanno portato i partecipanti a sperimentare direttamente il gioco, anche attraverso la scrittura corporea, il movimento e situazioni caratterizzate dall’imprevisto. L’obiettivo era confrontarsi con i propri limiti, accettare l’errore e affidarsi agli altri, trasformando l’esperienza in uno spazio di condivisione.

Il momento conclusivo dell’anniversario si è svolto oggi alle 10 nella chiesa parrocchiale di Maria Ausiliatrice, dove il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti ha celebrato la Messa solenne insieme al parroco don Luigi Vegini. Erano presenti gli scout di ieri e di oggi, le famiglie e gli amici del gruppo. Per la comunità del La Spezia 3, il cinquantesimo anniversario non segna una conclusione, ma una nuova tappa del percorso.