Crisi sul Dnipro

Tregua umanitaria a Oleshky dal 27 ottobre tra Russia e Ucraina

L’intesa prevede assistenza agli anziani, evacuazioni volontarie e operazioni di sminamento nella località occupata

Tregua umanitaria a Oleshky dal 27 ottobre tra Russia e Ucraina

È previsto dal 27 ottobre un cessate il fuoco umanitario a Oleshky, cittadina ucraina sulla riva sinistra del Dnipro, di fronte a Kherson e sotto il controllo russo dal 2022. L’accordo punta a consentire l’ingresso degli aiuti, la valutazione delle condizioni dei residenti e l’eventuale evacuazione dei civili che intendano lasciare la zona.

La mediazione è stata attribuita a Melania Trump. Secondo la Casa Bianca, la first lady statunitense avrebbe avviato interlocuzioni con le parti coinvolte per definire obiettivi, procedure tecniche, tempi e modalità dell’intervento. La situazione nella città viene descritta come particolarmente critica: la popolazione rimasta sarebbe composta soprattutto da anziani, con accesso limitato a cibo, acqua, elettricità e cure mediche, mentre le strade minate e gli attacchi militari renderebbero difficili gli spostamenti.

Assistenza ed evacuazioni

In base all’intesa, gruppi civili russi e ucraini dovrebbero lavorare insieme per raggiungere i residenti nelle loro abitazioni e stabilire il livello di assistenza necessario. Le persone che sceglieranno di partire riceveranno supporto per il trasferimento verso la destinazione indicata, in Russia oppure in Ucraina. L’operazione dovrebbe comprendere anche attività di sminamento e il monitoraggio delle procedure da parte di un media statunitense definito imparziale.

La richiesta di una pausa umanitaria era stata avanzata nei giorni precedenti anche da Papa Leone XVI, che aveva avuto colloqui telefonici con Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky. La Casa Bianca ha riferito che l’emergenza di Oleshky era stata sottoposta all’attenzione di Melania Trump durante incontri a margine di un evento collegato all’Assemblea generale dell’Onu. Il suo gruppo di lavoro avrebbe utilizzato i canali già attivati per precedenti riunificazioni di bambini.

Le conferme di Mosca e Kiev

Il Cremlino ha accolto positivamente il ruolo attribuito alla first lady e il portavoce Dmitry Peskov ha avvertito che l’evacuazione potrebbe richiedere diversi giorni. Il ministero della Difesa russo ha quindi annunciato lo stop dei raid in direzione di Kherson a partire dalle 4 del mattino, ora di Mosca, del 27 ottobre.

La conferma ucraina è arrivata successivamente. Lo Stato maggiore di Kiev ha comunicato che le forze di difesa avrebbero sospeso le operazioni nella zona dalle 3 del mattino, ora di Kiev, per permettere lo svolgimento dell’intervento umanitario. Il commissario ucraino per i diritti umani, Dmytro Lubinets, ha ringraziato Melania Trump e il suo gruppo di lavoro, precisando che i negoziati si sono svolti tra le controparti russa e ucraina e che il piano sarà attuato in più fasi.