Operazione DIGOS

Due minori indagati per appelli a furti e danneggiamenti alla Spezia

Procura minorile: messaggi online contro esercizi commerciali, sabato 24 ottobre

Due minori indagati per appelli a furti e danneggiamenti alla Spezia

Due minorenni, residenti nello Spezzino e in Lunigiana, sono indagati per istigazione a delinquere in concorso nell’ambito di un’inchiesta della DIGOS della Spezia. Secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero promosso attraverso una chat una mobilitazione con finalità violente, invitando i partecipanti a compiere furti e danneggiamenti in alcuni esercizi commerciali.

Nella prima mattinata di mercoledì 21 ottobre 2026, la Polizia di Stato ha eseguito nei loro confronti due decreti di perquisizione personale, locale e informatica. L’attività è stata disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Genova, con il supporto di personale specializzato della Questura di Genova e di un equipaggio della Questura di Massa.

L’invito diffuso su WhatsApp

L’indagine è partita domenica 18 ottobre, quando la DIGOS ha individuato su WhatsApp un gruppo denominato PROTESTA. La chat, che in una prima fase avrebbe raggiunto circa 300 utenze, ritenute riconducibili soprattutto a studenti e minori, conteneva un invito a partecipare a una mobilitazione prevista alla Spezia per sabato 24 ottobre.

Stando agli accertamenti, l’obiettivo indicato nei messaggi sarebbe stato quello di compiere furti e danneggiamenti ai danni di un negozio Apple e del centro commerciale Le Terrazze. L’iniziativa sarebbe stata presentata sulla scia di episodi avvenuti nei giorni precedenti in Francia e a Milano. Gli investigatori stanno inoltre verificando il ruolo di altri soggetti coinvolti nella diffusione dei contenuti.

Le verifiche sui dispositivi

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura minorile di Genova, ha riguardato l’acquisizione dei contenuti della chat, l’analisi delle utenze e il confronto tra numeri telefonici, dati anagrafici e informazioni raccolte attraverso la rete e canali fiduciari. Gli approfondimenti hanno portato a individuare i due minorenni, ritenuti promotori della condotta contestata.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, i due avrebbero diffuso il messaggio relativo alla mobilitazione e condiviso il link di adesione anche in altri gruppi, ampliando così il numero dei destinatari. La perquisizione informatica dei telefoni in uso agli indagati avrebbe fornito elementi ritenuti compatibili con l’ipotesi accusatoria.

In vista di sabato, la Polizia di Stato sta predisponendo servizi preventivi per scongiurare eventuali iniziative violente e garantire l’ordine e la sicurezza pubblica alla Spezia. Il procedimento penale è ancora in corso: i due indagati, entrambi incensurati, devono essere considerati innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.