Sentenza

Ergastolo a Umberto Efeso per Tiziana Vinci, a La Spezia

La donna venne aggredita in una villa sulle colline; sotto esame anche il mancato funzionamento del dispositivo di controllo.

Ergastolo a Umberto Efeso per Tiziana Vinci, a La Spezia

Umberto Efeso, 58 anni, è stato condannato all’ergastolo dalla Corte d’Assise della Spezia per l’omicidio dell’ex moglie Tiziana Vinci. La donna era stata uccisa il 13 agosto 2025 all’interno di una villa sulle colline spezzine, dove lavorava come collaboratrice domestica. La pena massima era stata chiesta dalla pubblico ministero Federica Mariucci.

Prima che i giudici si ritirassero in camera di consiglio, l’imputato aveva reso dichiarazioni spontanee per chiedere scusa. La sentenza prevede il carcere a vita. Le motivazioni saranno depositate nei prossimi mesi e la difesa, rappresentata dagli avvocati Andrea Buondonno e Nunzio Gallo, potrà presentare ricorso in appello.

L’aggressione nella villa

La mattina del delitto, intorno alle 11, Efeso raggiunse la donna in una villa di via Genova. Conosceva l’abitazione perché era dipendente della società del proprietario e vi svolgeva spesso piccoli lavori. Tiziana Vinci stava sistemando la biancheria insieme a una collega quando l’ex marito entrò armato di un coltello e la colpì tre volte al fianco, all’addome e al torace.

I soccorritori tentarono a lungo di rianimarla, ma ogni intervento risultò inutile. Dopo essersi allontanato, Efeso telefonò al 112 annunciando che si sarebbe costituito alla stazione dei carabinieri di Ceparana. Vi arrivò circa un’ora dopo l’omicidio. Durante il tragitto, come riferito dal suo legale, si era sbarazzato del braccialetto elettronico.

Le denunce e il dispositivo

La vicenda aveva avuto origine da una situazione di maltrattamenti e controllo ossessivo. A maggio Tiziana aveva lasciato la casa di famiglia a Piana Battolla e a giugno aveva denunciato l’ex marito. La denuncia aveva fatto scattare il Codice rosso e l’obbligo del braccialetto anti-stalking. Il questore aveva inoltre firmato un ammonimento formale.

Da circa dieci giorni, però, il dispositivo dava segni di malfunzionamento. I carabinieri avevano segnalato l’anomalia all’azienda incaricata della gestione e l’intervento di riparazione era stato fissato per il 21 agosto, otto giorni dopo la morte della donna.

Tiziana Vinci lascia sei figli. La comunità di Ceparana si era raccolta nella chiesa della Santissima Annunziata per l’ultimo saluto, mentre a Sarzana un corteo silenzioso aveva attraversato il centro storico in sua memoria, con la sindaca Cristina Ponzanelli in testa.