Politica europea

Fondi Ue 2028-2034, a La Spezia il confronto sulla Liguria

Amministratori e rappresentanti del Pd discutono di porti, innovazione, agricoltura, ricerca e opportunità generazionali

Fondi Ue 2028-2034, a La Spezia il confronto sulla Liguria

Il futuro del bilancio dell’Unione europea per il periodo 2028-2034 è stato al centro di un incontro promosso a La Spezia dall’eurodeputato del Partito Democratico Brando Benifei. Amministratori locali e rappresentanti istituzionali si sono confrontati sulle possibili ricadute della nuova programmazione per la Liguria, con particolare attenzione al ruolo delle Regioni nella gestione delle risorse comunitarie.

Il nuovo Quadro Finanziario Pluriennale definirà le priorità di spesa dell’Unione per i prossimi sette anni, in un contesto segnato da sfide economiche, geopolitiche e tecnologiche. Tra i temi indicati figurano la competitività industriale, la transizione digitale, la sicurezza e l’autonomia strategica europea. Ad aprire i lavori è stato Marco Baruzzo, segretario provinciale del Pd della Spezia, che ha sottolineato il legame tra le scelte di Bruxelles, la riduzione delle disuguaglianze e la coesione sociale.

Il nodo della gestione delle risorse

Massimo Bonati, della segreteria del Pd della Spezia, ha illustrato il quadro del negoziato europeo. Al centro vi è la proposta della Commissione di concentrare una parte consistente dei finanziamenti in un unico Piano nazionale per ciascun Paese membro. Un’impostazione che, secondo quanto emerso durante l’incontro, potrebbe modificare il sistema attuale, nel quale Regioni e territori partecipano alla programmazione e alla gestione di fondi destinati a formazione, sviluppo economico, innovazione, inclusione sociale e infrastrutture.

Brando Benifei ha sostenuto la necessità di mantenere un ruolo vincolante delle Regioni, evitando che le decisioni vengano concentrate esclusivamente a livello nazionale. Per l’eurodeputato, il bilancio europeo rappresenta lo strumento attraverso cui le politiche dell’Unione incidono concretamente sulla vita dei cittadini, dal sostegno alle imprese agli interventi sociali e infrastrutturali. La posizione si colloca nella linea sostenuta dal Partito Democratico e dal gruppo dei Socialisti e Democratici al Parlamento europeo.

Porti, innovazione e aree interne

Per la Liguria, tra le priorità indicate figura l’economia del mare. Il documento presentato durante l’incontro individua nella Blue Economy uno degli assi dello sviluppo regionale, con possibili investimenti nei sistemi portuali di Genova, Savona e La Spezia. Tra gli interventi citati vi sono la modernizzazione delle infrastrutture, l’elettrificazione delle banchine e il rafforzamento della filiera logistica e cantieristica.

Un altro ambito riguarda l’innovazione e l’economia dei dati. La presenza di infrastrutture tecnologiche, data center e collegamenti sottomarini internazionali viene indicata come una possibile leva per sostenere le piccole e medie imprese, sviluppare nuove competenze e favorire la nascita di poli tecnologici. Il confronto ha riguardato anche le aree interne e l’entroterra, con il richiamo alla necessità di mantenere strumenti autonomi per la politica agricola e la coesione territoriale.

Una Politica agricola comune dotata di risorse dedicate è stata indicata come elemento utile a sostenere l’agricoltura dell’entroterra, contrastare l’abbandono dei terreni e preservare il presidio del territorio, particolarmente rilevante in una regione esposta al dissesto idrogeologico. Luca Menesini, presidente del Gruppo Socialista del Comitato europeo delle Regioni, ha collegato il negoziato alla necessità di conciliare investimenti in competitività, innovazione e sicurezza con la tutela delle politiche di coesione.

Simone Franceschi, vicesindaco della Città Metropolitana di Genova, ha richiamato l’esperienza del Pnrr e il ruolo svolto dai Comuni nella gestione degli investimenti. Beatrice Casini, coordinatrice della Consulta Anci Giovani Liguria, ha invece posto l’accento sulle ricadute per le nuove generazioni, citando formazione, diritto allo studio, lavoro e accesso alla casa. Nel confronto sono stati richiamati anche i programmi Horizon Europe ed Erasmus+, oltre all’ipotesi di finanziamenti per recuperare immobili pubblici e realizzare abitazioni a canone accessibile.

In videocollegamento è intervenuto Bernard Dika, sottosegretario alla Presidenza della Regione Toscana, che ha portato l’esperienza regionale di utilizzo dei fondi europei per giovani, formazione, diritto allo studio e servizi alle famiglie. Davide Natale, consigliere regionale e segretario ligure del Pd, ha sottolineato i possibili effetti della nuova programmazione su servizi sociali, agricoltura, edilizia scolastica, infrastrutture, abbattimento delle barriere architettoniche e sostegno alle aree interne.

In chiusura, Benifei ha richiamato la necessità di un’Italia più incisiva nel negoziato sul bilancio dell’Unione. Il confronto di La Spezia ha evidenziato come la discussione sul Quadro Finanziario Pluriennale non riguardi soltanto la distribuzione delle risorse, ma anche il rapporto tra Bruxelles, Stati membri, Regioni e Comuni e il ruolo che i territori potranno mantenere nella definizione degli interventi.