La Camera Minorile della Spezia condanna gli episodi di violenza, devastazione e saccheggio verificatisi durante le recenti manifestazioni. L’associazione ribadisce che il diritto di manifestare e di esprimere il dissenso deve essere tutelato, ma non può tradursi nel danneggiamento di beni pubblici e privati, nell’aggressione alle persone o nella messa in pericolo della sicurezza collettiva.
Secondo la Camera Minorile, chi commette fatti penalmente rilevanti deve risponderne personalmente, nel rispetto delle garanzie previste dall’ordinamento e, quando si tratta di minorenni, dei principi propri del processo penale minorile. La ferma condanna dei comportamenti violenti, tuttavia, non dovrebbe trasformarsi in una criminalizzazione generalizzata delle nuove generazioni.
Le cause del disagio
L’organizzazione ritiene infatti che sarebbe un errore limitarsi alla sola risposta repressiva. Quando adolescenti e giovani arrivano a esprimere il proprio disagio attraverso comportamenti violenti, le istituzioni hanno anche il dovere di interrogarsi sulle cause del fenomeno. Tra i fattori indicati figurano la dispersione scolastica, le fragilità familiari ed educative, la marginalità, la mancanza di prospettive, la scarsità di luoghi di aggregazione e la crescente distanza dalle istituzioni.
La sicurezza, sottolinea la Camera Minorile, non si costruisce soltanto attraverso l’inasprimento delle pene, ma soprattutto con interventi capaci di prevenire il reato. Per questo vengono richiamati il sostegno alle famiglie, il rafforzamento della scuola e dei servizi sociali, gli investimenti nell’educazione, nello sport e nell’inclusione, oltre alla necessità di offrire ai ragazzi occasioni concrete di partecipazione e responsabilizzazione.
Un confronto sul territorio
La giustizia minorile, prosegue l’associazione, si fonda sul principio che il minore autore di reato debba essere responsabilizzato, ma anche accompagnato in un percorso educativo e di reinserimento. L’obiettivo indicato è quindi quello di tenere insieme responsabilità individuale e interventi di sostegno, senza attendere che il disagio emerga soltanto nelle piazze o arrivi nelle aule di giustizia.
La Camera Minorile della Spezia propone infine di promuovere sul territorio un confronto tra istituzioni, magistratura, avvocatura, scuola, servizi sociali, famiglie e giovani. L’intento è affrontare le situazioni di fragilità prima che degenerino, costruendo una risposta condivisa agli episodi che hanno riacceso il dibattito sulla sicurezza e sulle condizioni delle nuove generazioni.