Le prossime settimane saranno cruciali per la guerra in Ucraina. È il quadro tracciato dal presidente Volodymyr Zelensky durante la conferenza stampa con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, arrivato a Kiev per una visita a sorpresa. Nel giorno dell’incontro, la Russia ha continuato a colpire la capitale, prendendo di mira anche un altro ponte.
Secondo Zelensky, Vladimir Putin punta a un’escalation permanente del conflitto. Il presidente ucraino ha citato l’impiego di droni Shahed e missili, sostenendo che Mosca potrebbe orientarsi sempre più verso attacchi di maggiore qualità, riducendo la quota di droni convenzionali e aumentando quella dei modelli più moderni.
Il leader ucraino ha inoltre riferito che la Russia dispone, secondo le informazioni in possesso di Kiev, di circa 700 missili balistici e di diverse migliaia di altri missili. La produzione mensile dei vettori balistici sarebbe compresa tra 130 e 140 unità. Zelensky ha definito fondamentale il sostegno degli alleati e ha avvertito che, senza gli aiuti ricevuti, l’Ucraina sarebbe caduta e la minaccia russa sarebbe oggi più vicina ai confini europei.
Il possibile tavolo trilaterale
In questo contesto, Zelensky ha annunciato che gli Stati Uniti stanno lavorando all’organizzazione di colloqui trilaterali tra rappresentanti russi e ucraini. L’obiettivo indicato è convocare una riunione tecnica entro la fine di ottobre, nell’ambito degli sforzi diplomatici americani per individuare una via d’uscita dal conflitto.
Kiev, ha spiegato il presidente, è favorevole sia alle tempistiche sia alle sedi che potrebbero essere proposte da Washington. Tra le ipotesi figurano gli Emirati Arabi Uniti o un altro Paese indicato dagli Stati Uniti. Zelensky non ha precisato quale sarebbe la sede definitiva, ma ha confermato la disponibilità ucraina a partecipare.
Le posizioni di Mosca
Il possibile negoziato dovrà confrontarsi con la linea intransigente del Cremlino. Il portavoce Dmitry Peskov ha dichiarato che il Donetsk fa parte della Federazione russa e che non ci sarebbe nulla da discutere sul tema. Mosca, ha aggiunto, intende continuare a combattere per il controllo dell’intero territorio della Repubblica popolare di Donetsk, anche qualora restasse da conquistare una porzione minima.
Ad alimentare ulteriormente la tensione è intervenuto anche Dmitri Medvedev, ex presidente russo e attuale numero due del Consiglio di sicurezza. In un messaggio su Telegram ha sostenuto che un eventuale blocco della rete satellitare russa Rassvet potrebbe provocare una vera e propria guerra nello spazio. Le sue dichiarazioni sono arrivate dopo che Kiev ha chiesto a Starlink la possibilità di utilizzare la rete satellitare di Elon Musk anche per colpire obiettivi in territorio russo. Sulla richiesta, secondo quanto riferito, la decisione spetta alla Casa Bianca.