Quadro finanziario

Manovra da 23,5 miliardi: famiglie e imprese al centro

Il Documento programmatico di bilancio indica risorse per sociale, difesa, sanità e investimenti, con il vaglio di Bruxelles.

Manovra da 23,5 miliardi: famiglie e imprese al centro

Il Governo ha trasmesso alla Commissione europea e al Parlamento il Documento programmatico di bilancio che delinea una manovra da circa 23,5 miliardi di euro. Le risorse sono destinate soprattutto a famiglie, persone fragili, difesa e imprese. Una parte significativa della copertura, pari a circa 13,5 miliardi, deriva dalla flessibilità concessa nell’ambito delle regole europee sui conti pubblici; la restante quota è affidata a contributi del settore finanziario, riduzioni della spesa dei ministeri, entrate dai giochi e altre voci.

Il testo anticipa l’articolato della legge di bilancio, che sarà definito dopo il via libera di Bruxelles alle singole misure relative all’efficienza energetica e alla difesa. L’impostazione complessiva prevede un equilibrio tra interventi e coperture distribuito nel triennio, con un ricorso alla flessibilità europea legato alle spese ammissibili secondo la governance comunitaria.

Le principali destinazioni

La quota più consistente, circa 5 miliardi di euro, è destinata a famiglia e sociale, con particolare attenzione alle persone fragili e alla tutela del potere d’acquisto colpito dai rincari energetici. Alla difesa sono assegnati quasi 5 miliardi, mentre alle imprese vanno circa 3,5 miliardi. Seguono 2,6 miliardi per le infrastrutture, 2,4 miliardi per la sanità e 2,3 miliardi per le misure fiscali.

Il quadro comprende inoltre circa 250 milioni per gli enti territoriali, oltre 2 miliardi per il fondo destinato alle sentenze e 350 milioni per altre spese. Secondo il Documento programmatico di bilancio, gli interventi puntano a sostenere la crescita e a rafforzare la capacità produttiva del Paese, mantenendo al tempo stesso l’attenzione alla sostenibilità della finanza pubblica.

Le coperture e il confronto con l’Ue

Escludendo la flessibilità sul deficit richiesta a Bruxelles, le coperture arrivano in larga parte da banche e assicurazioni. Il contributo del settore finanziario è stimato in circa 5 miliardi nel primo anno, per poi scendere a quasi 2,6 miliardi nel 2028 e a 2,4 miliardi nel 2029, per un totale triennale vicino ai 10 miliardi.

Ai contributi del comparto finanziario si aggiungono tagli ai ministeri, pari a circa 1,2 miliardi nel primo anno e prossimi ai 2 miliardi in ciascuno dei due successivi. Dalle entrate dei giochi è atteso circa 1 miliardo, mentre quasi 3 miliardi sono ricondotti alla voce generica delle altre entrate.

La Commissione europea ha autorizzato l’utilizzo della clausola sui conti per le spese legate a energia e difesa, ma dovrà esaminare le singole misure. Per l’energia, gli interventi dovranno riguardare l’efficienza energetica, con l’esclusione dei combustibili fossili. Sul versante della difesa, il documento indica investimenti strategici e infrastrutturali, compresi interventi sulla rete ferroviaria e sulle infrastrutture pubbliche, come scuole, ospedali, università, impianti sportivi e bacini idroelettrici.

Per le imprese, il Governo prevede misure per rafforzare la competitività, contenere una parte dei costi dell’elettricità e rendere più sicuri gli approvvigionamenti energetici. Tra gli interventi indicati figurano maggiori contributi agli investimenti nel fotovoltaico, la promozione del biometano e la riconversione degli impianti a biogas esistenti.